Life Go Park alla conferenza finale di MEET

Data pubblicazione: 
24/02/2016 - 11:15
Filippo Belisario e Maurizio FontanaI Parchi devono avere un ruolo centrale rispetto al turismo sostenibile, finalizzato ad una corretta promozione del territorio, alla conservazione di esso e alla sostenibilità economica. Punti chiave del turismo sostenibile sono: la mobilità dolce, la promozione dei cammini, il coinvolgimento del territorio e la partecipazione dal basso di tutti gli stakeholder.

Questi sono stati gli argomenti toccati oggi durante la conferenza di fine progetto di MEET, Mediterranean Experience of Eco-Tourism, tenutasi nella Sala Tirreno della Regione Lazio a Roma dove era presente anche Life Go Park con Maurizio Fontana, Project Manager, e parte dello staff di progetto. 

Il progetto MEET, finanziato dal Programma europeo ENPI-CBCMediterranean basin, in cui Federparchi - Europarc Italia è capofila, si è posto l'obiettivo di sviluppare una strategia integrata al fine di creare un modello di sviluppo eco-turistico per l’area mediterranea che favorisca una migliore distribuzione stagionale dei flussi turistici. Punto di partenza è stato l’approccio della “Carta Europea per il Turismo Sostenibile” (CETS), attraverso la creazione di una rete tra i Parchi Naturali del Mediterraneo che rappresentino l’offerta eco-turistica del bacino. 

 

 

"Abbiamo promosso - ha spiegato Luca Santarossa, manager del progetto MEET - un turismo sempre finalizzato alla conservazione basato su quattro valori portanti: Compassion, che vuol dire fare le cose assieme, connection, community e conservation. Sostenibilità per meet equivale quasi a qualità. 
Luca Santarossa
In quest'ottica sono stati realizzati pacchetti turistici, di cui 14 sono stati già testati, e sono stati coinvolti 25 parchi in 8 Paesi diversi del Mediterraneo". Le attività di MEET, iniziate a gennaio 2013, hanno coinvolto 10 Paesi del Mediterraneo: Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Giordania, Libano, Malta, Spagna, Tunisia, in ognuno dei quali verranno sviluppate due Azioni Pilota in altrettanti Parchi. Alla fine del progetto le attività continueranno grazie alla costituzione di un Network tra i Parchi coinvolti e alla azione di un Segretariato che si occuperà della promozione e commercializzazione di pacchetti eco-turistici coordinati dai Parchi.

"Non si può parlare di turismo sostenibile se i parchi non sono protagonisti" ha affermato Maurizio Gubbiotti, coordinatore di Federparchi Lazio. "La caratteristica principale dei parchi italiani è l'elemento antropico, che negli altri Paesi non c'è. L'elemento antropico è una ricchezza, basti pensare che nei nostri Parchi abbiamo aziende multifunzionali, biologiche, fattorie didattiche, ma anche tradizioni storico-culturali". 

Maurizio GubbiottiLa Carta Europea del Turismo, come ha spiegato Gubbiotti, enuncia 5 principi a cui corrispondono le seguenti azioni:
1. Dare priorità alla protezione
2. Sviluppo sostenibile
3. Coinvolgimento di tutti i soggetti interessati
4. Pianificazione efficacie del turismo sosteniibile
5. Miglioramento continuo teso a ridurre gli impatti al fine di generare una maggiore soddisfazione nei visitatori e dei sostanziali risultati economici

"Se parliamo di turismo - ha concluso Maurizio Gubbiotti - sostenibile gli elementi fondanti sono due: il primo è la centralità dei Parchi; il secondo si riconduce ad una necessaria dimensione internazionale, nell'ottica della lotta ai cambiamenti climatici".

Una posizione sottolineata anche Carmela di Giorgio, Dirigente Area Cooperazione Territoriale - Regione Lazio: "I parchi possono essere dei piccoli laboratori di Turismo Sostenibile sparsi per il mondo".

"Attualmente - ha spiegato Francesco Tapinassi, Dirigente servizio per le politiche del turismo del Ministero dei Beni Culturali - si sta lavorando a un piano nazionale strategico per il turismo, un documento bottom-up, condiviso e partecipato con tutti gli stakeholder. Perché non è possibile che l'Italia abbia un approccio spontaneo, ma serve una pianificazione". 

Vito Consoli"In Europa oggi il turismo che va di più è quello che chiede natura, paesaggi e biologico. Putroppo - ha affermato Vito Consoli, Direttore Ambiente e Sistemi Naturali Regione Lazio - nelle nostre Aree Naturali Protette il turismo viene supportato poco, tranne che in poche eccezioni che rappresentano piccole macchie di leopardo, come nella Riserva Naturale Monte Rufeno, nel Parco Regionale dei Castelli Romani e nel Parco dei Monti Simbruini. Per esempio, il Parco Regionale dei Castelli Romani si è speso molto per il turismo, con iniziative come ad esempio Cose mai viste. Queste macchie di leopardo vanno legate fra loro, per esempio lo stiamo facendo con Visit Lazio, la campagna sui social network e con Parchilazio.it".